Come funzionano le clausole multilivello di tasso variabile (Euribor + spread)? E quali sono le strategie per contestare superamenti dei tassi soglia, anche alla luce delle novità normative del 2025?
La nuova flessibilità nei tassi e i rischi per il cliente
L’evoluzione delle politiche monetarie europee e le recenti modifiche introdotte dal Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio (CICR) nel 2025 hanno inciso in maniera significativa sulla struttura dei tassi di interesse applicati nei contratti bancari. In particolare, si è diffusa la prassi di adottare clausole multilivello a tasso variabile, dove il costo del finanziamento è composto da più elementi: il parametro di riferimento (solitamente l’Euribor), un margine fisso (spread) e, in alcuni casi, ulteriori componenti “tecniche” o di indicizzazione.
Se da un lato questa architettura consente una maggiore aderenza alle dinamiche di mercato, dall’altro può esporre il cliente a un aumento imprevedibile del tasso effettivo globale (TEG), anche in corso di rapporto. In questi casi, può verificarsi una usura sopravvenuta, ossia una situazione in cui il tasso, pur essendo originariamente lecito, supera successivamente il tasso soglia previsto dalla legge.
Quando si configura l’usura sopravvenuta?
L’art. 644 del codice penale vieta la pattuizione o la riscossione di interessi usurari, riferendosi ai tassi effettivi globali medi (TEGM) pubblicati trimestralmente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. La giurisprudenza maggioritaria, tuttavia, ha tradizionalmente escluso la rilevanza penale dell’usura sopravvenuta, ossia quella verificabile solo nel corso dell’esecuzione del contratto.
Tuttavia, la Cassazione civile ha in più occasioni riconosciuto la possibilità per il cliente di contestare il superamento del tasso soglia in via contrattuale o risarcitoria, invocando l’art. 117 del Testo Unico Bancario e i principi di buona fede e correttezza nell’esecuzione del contratto. La situazione è particolarmente delicata nei contratti indicizzati, dove l’Euribor – dopo anni di valori negativi – è tornato a livelli elevati, trascinando con sé il TEG e potenzialmente oltrepassando i limiti di legge.
Il ruolo delle clausole multilivello: attenzione alla trasparenza
Le clausole multilivello prevedono che il tasso variabile sia formato da un parametro indicizzato (es. Euribor a 3 o 6 mesi) sommato a uno spread fisso, ma possono contenere anche:
- un floor minimo (sotto il quale il tasso non scende);
- un cap massimo (talvolta mancante);
- clausole di rounding (arrotondamento);
- componenti aggiuntive legate a costi tecnici o oneri di gestione.
L’utilizzo di queste formule può compromettere la trasparenza e la comprensibilità dell’effettivo costo del finanziamento. La giurisprudenza più attenta ha sottolineato che la mancata indicazione chiara dei criteri di calcolo e l’assenza di simulazioni ex ante possono rendere la clausola nulla per indeterminatezza o abusività.
Le novità introdotte dal CICR nel 2025
Le delibere del CICR del 2025 hanno aggiornato i criteri per la rilevazione dei TEGM, introducendo maggiore elasticità nella soglia usuraria per i tassi flessibili, e riconoscendo un margine di oscillazione maggiore per i contratti indicizzati. Tuttavia, il principio della non superabilità del tasso soglia rimane fermo, anche nel caso di tassi determinati dinamicamente.
Inoltre, è stato precisato che la valutazione del superamento deve avvenire non solo al momento della pattuizione ma anche nelle fasi successive del rapporto, soprattutto quando il meccanismo di calcolo renda prevedibile il superamento del tasso soglia in particolari condizioni di mercato.
Strategie di tutela per il cliente
In presenza di un sospetto superamento del tasso soglia nel corso del rapporto, è possibile:
- analizzare il piano di ammortamento e i conteggi bancari con l’ausilio di un consulente tecnico;
- verificare la correttezza del TEG applicato, confrontandolo con i TEGM ufficiali per categoria e trimestre;
- richiedere all’istituto l’accesso ai dati contrattuali e ai criteri di calcolo, ai sensi dell’art. 119 TUB e del GDPR;
- contestare la clausola multilivello, in caso di difetto di trasparenza, indeterminatezza o squilibrio contrattuale.
Nei casi più gravi, è possibile agire giudizialmente per ottenere la rideterminazione del tasso, la restituzione degli interessi illegittimamente percepiti o la nullità parziale della clausola relativa agli interessi.
L’evoluzione dei tassi e le nuove formule contrattuali post‑CICR impongono al correntista una maggiore attenzione nella verifica dei propri rapporti bancari, specie in presenza di clausole complesse e indicizzate. La disciplina dell’usura – pur non sanzionando penalmente l’usura sopravvenuta – consente comunque forme di contestazione civile e tutela del cliente.
In questi scenari, avere al proprio fianco un team legale con competenze specifiche in diritto bancario è fondamentale per interpretare correttamente i contratti, individuare eventuali anomalie e costruire una strategia di difesa efficace, anche alla luce delle più recenti modifiche normative.



