Assegno falso, clonato, contraffatto: la tutela esiste

La facilità con cui oggi un privato cittadino può vendere un proprio bene senza l’ausilio di intermediari ha reso il mercato un terreno estremamente fertile per truffe di ogni tipo. La storia che sentiamo nel nostro studio è sempre la stessa … Volevi vendere la tua Porsche senza passare per una concessionaria? Avevi bisogno di liquidità ed hai pensato di liberarti del Rolex ereditato dallo zio? È bastato un semplice annuncio su piattaforme dedicate e sei stato contattato da decine di soggetti interessati. I problemi sono sorti quando il tuo acquirente preferito, quello più propenso a chiudere rapidamente le trattative, ha proposto di pagarti con un assegno … tu, in totale buona fede (e preso dall’entusiasmo di una vendita più rapida del previsto), hai incontrato l’interessato (sembrava una persona per bene vero?), hai accettato il suo assegno, lo hai consegnato alla tua banca (che sicuramente, a fronte delle tue titubanze, ti avrà rassicurato in ogni modo), ti sei liberato del bene consegnandolo all’acquirente…..e qualche giorno dopo hai visto che ti è stato stornato l’accredito perché l’assegno è risultato FALSO/CLONATO/CONTRAFFATTO. Una prima buona notizia: stai sereno, non sei da solo in questo incubo. Nonostante si tratti di un mezzo di pagamento sempre meno utilizzato, la quantità di controversie che sorgono quando c’è di mezzo un assegno è considerevole e sta crescendo a dismisura. La seconda buona notizia: puoi essere tutelato.

La materia è molto complessa e ti servirà un avvocato che già conosca queste dinamiche. Ti diamo alcune basiche indicazioni per tranquillizzarti e decidere (velocemente) a chi rivolgerti:

  1. Il privato cittadino non è tenuto a conoscere come è fatto un assegno autentico. Il grado di cultura da te posseduto è del tutto ininfluente: puoi essere anche un illustre avvocato, ma non è tuo dovere acquisire una competenza specifica in materia di assegni. Non sei tenuto a sapere che parte del documento osservare, puoi tranquillamente ignorare cosa sia un codice CAB/ABI, hai diritto di vivere serenamente anche senza approfondire il tema del data matrix (e via dicendo) … L’unico soggetto che deve avere una competenza professionale specifica sul punto è il funzionario della banca negoziatrice, ossia l’addetto allo sportello che riceve fisicamente il tuo assegno per portarlo all’incasso. Quindi…non sentirti (troppo) in colpa!
  2. La tua Banca oggi dispone di una procedura automatizzata chiamata CIT (Check Image Truncation). La procedura in esame dovrebbe garantire la celerità e la sicurezza dei processi di pagamento. Punto cardine di tale procedura è il codice data matrix, proprio quel QR CODE che dovresti vedere stampato sul tuo documento e che contiene i dati degli assegni autentici. Ora la brutta notizia: le banche molto spesso “posticipano” questa procedura e si limitano a fare una mera scansione del documento…in pratica una “perfetta scansione di un falso”, rimandando ad un momento successivo l’acquisizione del data matrix….che inesorabilmente darà esito negativo (portando allo storno della somma). Le banche fanno questo perché nelle condizioni giuridiche regolanti i conti corrente c’è quasi sempre una clausola di questo tenore “l’importo degli assegni bancari e circolari è accreditato con riserva di verifica e salvo buon fine ed è disponibile appena decorsi i termini indicati nelle Condizioni Economiche” (generalmente 4 giorni lavorativi). Durante questo “limbo” in cui la banca farà le verifiche (quelle che, come avrai capito, avrebbe potuto effettuare in pochi istanti quando gli hai consegnato l’assegno …), quasi sicuramente tu ti sarai già liberato del tuo bene. Sei senza speranze? Assolutamente no.
  3. L’esistenza della procedura CIT non esonera in alcun modo il funzionario della tua banca ad effettuare un controllo approfondito sul documento cartaceo che gli hai portato. Il controllo “tradizionale” va fatto proprio al momento della ricezione fisica e serve a rilevare le c.d. anomalie ictu oculi percepibili. Si tratta di quei segni di alterazione eclatanti e visibili ad occhio nudo che TU NON SEI AFFATTO TENUTO A RICONOSCERE, ma DI CUI DEVE ACCORGERSENE IL BUON BANCHIERE secondo il canone della SUA diligenza professionale ex art. 1176 c.c.

Che fare?….

  • Vai dai Carabinieri e sporgi immediatamente denuncia-querela, meglio se con l’assistenza di un legale;
  • vai da un avvocato con esperienza in materia bancaria e che abbia già trattato casi simili. Egli potrà già indicarti, “in anteprima”, se sul titolo ci sono anomalie eclatanti. Sarà poi necessario investire su una perizia tecnica. Essa non serve “a scovare” difetti pressoché invisibili, ma ad aiutare l’ABF o il Giudice “a guardare dove occorre guardare”. Resterai stupito di quanto grandi possano essere le difformità e di quanto macroscopica possa essere la negligenza del banchiere che non se ne è accorto: numeri di assegno e filiali inesistenti, codici data matrix non leggibili, lettere invertite, microforature assenti…non sarà piacevole per te prenderne atto, ma purtroppo è necessario;
  • fai fare al tuo avvocato un ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario, un organismo arbitrale che giudica anche controversie di questo tipo. È un procedimento relativamente veloce dove il tuo legale evidenzierà la negligenza del banchiere che non ha rilevato anomalie ictu oculi percepibili, negligenza oltretutto aggravata dal non aver dato corso alla procedura CIT (come detto, quasi sempre, le banche non acquisiscono il data matrix). Il tuo avvocato evidenzierà, altresì, come la banca abbia ingenerato in te un affidamento rassicurandoti sulla stabilità dell’incasso. La Banca negherà di averti rassicurato, negherà la presenza di elementi ictu oculi percepibili, affermerà di aver fatto tutto il necessario … ma, alla fine, soccomberà.

Negli ultimi anni l’ABF ha tendenzialmente (quasi) sempre punito il banchiere negligente condannandolo al rimborso del valore facciale del titolo. V’è però da considerare che, talvolta, viene valorizzato il concorso di colpa del privato che troppo superficialmente abbia consegnato un proprio bene ad un totale sconosciuto…In tal caso l’importo risarcito viene abbattuto anche del 50%. Rimane comunque ferma la tutela anche avanti gli organi di giustizia ordinaria.

È pertanto vivamente consigliata la consulenza di un professionista del settore bancario anche durante la fase delle trattative tra privati. Una piccola e banalissima dritta, che può letteralmente salvarvi in queste situazioni. Il QR CODE degli assegni non può essere letto con la fotocamera dell’Iphone…Scaricatevi delle applicazioni per la lettura del data matrix, e avrete un elemento in più per indagare l’affidabilità del vostro sedicente acquirente…