Garanzia MCC: ausilio o trappola per imprese e garanti?

La garanzia del Medio Credito Centrale (MCC), strumento cardine del Fondo Centrale di Garanzia per le PMI, è stata negli ultimi anni uno dei principali veicoli di accesso al credito per le imprese italiane. Tuttavia, a distanza di tempo dall’erogazione dei finanziamenti garantiti dallo Stato, emergono con sempre maggiore evidenza le criticità legate alla fase patologica del rapporto: l’escussione della garanzia e le conseguenti attività di recupero.

Il tema è oggi di particolare attualità alla luce dell’intensificarsi delle azioni di riscossione avviate dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione (ADER) e da Mediocredito Centrale nei confronti delle imprese beneficiarie e dei garanti personali, ed è stato recentemente approfondito anche sulla rivista di Federalberghi Veneto, a conferma della sua rilevanza pratica per il tessuto imprenditoriale, in particolare nel settore turistico-alberghiero.

La natura del credito dopo l’escussione della garanzia

Con l’ordinanza n. 9678 del 13 aprile 2025, la Corte di Cassazione ha chiarito un punto di assoluto rilievo: il credito che sorge a seguito dell’escussione della garanzia statale ha natura pubblicistica. Ciò comporta conseguenze rilevanti sul piano procedurale e sostanziale.

In particolare, Mediocredito Centrale può procedere alla riscossione in via diretta ed esattoriale, senza necessità di munirsi di un previo titolo esecutivo giudiziale. L’azione di recupero può essere intrapresa non solo nei confronti dell’impresa debitrice, ma anche dei fideiussori, con applicazione del regime privilegiato previsto dal D.P.R. n. 602/1973.

Ne deriva un significativo rafforzamento della posizione creditoria di MCC, che si traduce in strumenti di recupero rapidi ed incisivi, spesso percepiti come sproporzionati dal debitore.

Le tutele per il debitore: non tutto è perduto

Nonostante il quadro delineato dalla Cassazione, il debitore non è privo di strumenti di tutela. La giurisdizione sulle controversie resta affidata al giudice ordinario, davanti al quale è possibile contestare la legittimità della pretesa o degli atti di riscossione.

Inoltre, l’accesso alla riscossione mediante ruolo consente al debitore di beneficiare di piani di rateizzazione anche particolarmente estesi: fino a 84 rate, o addirittura fino a 120 rate in presenza dei requisiti previsti dalla normativa vigente. Si tratta di un’opportunità spesso sottovalutata, che può consentire una gestione più sostenibile dell’esposizione debitoria.

La posizione dei garanti e la svolta del Tribunale di Firenze

Ancora più rilevanti sono le recenti aperture giurisprudenziali in favore dei fideiussori. Con sentenza del 14 giugno 2025, il Tribunale di Firenze ha riconosciuto che il fideiussore persona fisica, quando qualificabile come consumatore, può opporre a Mediocredito Centrale – subentrato nella posizione della banca – una serie di eccezioni tipiche del diritto dei consumatori.

In particolare, il giudice ha ritenuto opponibile:

  • l’eccezione di decadenza ex art. 1957 c.c., qualora il creditore non abbia agito tempestivamente;
  • la nullità per vessatorietà della clausola che deroga a tale disposizione, quando non risulti oggetto di una reale trattativa individuale.

Si tratta di un orientamento di grande interesse, già oggetto di attenzione anche in ambito associativo e settoriale, come dimostra l’approfondimento pubblicato sulla rivista di Federalberghi Veneto.

Le conseguenze: estinzione della garanzia e illegittimità della cartella

Laddove venga accertata la nullità della clausola derogatoria o la decadenza del creditore, la conseguenza è netta: la garanzia fideiussoria si estingue. In tali casi, la cartella esattoriale emessa nei confronti del garante risulta priva di fondamento giuridico e può essere annullata.

Conclusioni

La garanzia MCC si conferma uno strumento potente: un ausilio fondamentale nella fase di accesso al credito, ma potenzialmente una trappola nella fase di recupero, se non adeguatamente compresa e gestita. Per imprese e garanti è essenziale non sottovalutare le implicazioni giuridiche dell’escussione della garanzia statale e valutare attentamente, con il supporto di professionisti qualificati, le possibili strategie difensive. La crescente attenzione della giurisprudenza e della stampa specializzata dimostra come il tema sia ormai centrale per numerosi settori dell’economia.

Articolo a firma dell’Avv. Daniela Ajese e dell’Avv. Stefano Artuso.

Domande Frequenti – FAQ

Che cos’è la garanzia del Medio Credito Centrale (MCC) e a cosa serve?

È la garanzia statale gestita tramite il Fondo Centrale di Garanzia per le PMI, pensata per facilitare l’accesso al credito delle imprese italiane, coprendo in tutto o in parte il rischio assunto dalle banche.

Cosa succede quando la banca escute la garanzia MCC?

In caso di inadempimento del finanziamento, la banca può chiedere a MCC il pagamento della quota garantita; una volta escussa la garanzia, il credito viene “trasferito” a MCC, che subentra nella posizione creditoria verso impresa e garanti.

Che natura ha il credito di MCC dopo l’escussione della garanzia statale?

Secondo l’orientamento della Corte di Cassazione, il credito che nasce dopo l’escussione assume natura pubblicistica, con rilevanti effetti sulle modalità e sulla forza degli strumenti di riscossione utilizzabili.

MCC può procedere al recupero crediti senza titolo esecutivo del giudice?

Sì, proprio in virtù della natura pubblicistica del credito, MCC può procedere alla riscossione in via diretta ed esattoriale, senza dover prima ottenere un titolo esecutivo giudiziale, applicando il regime previsto dal D.P.R. n. 602/1973.

Chi può essere destinatario delle azioni di recupero dopo l’escussione della garanzia MCC?

Le azioni di riscossione possono colpire sia l’impresa debitrice principale, sia i fideiussori personali che hanno garantito il finanziamento, i quali possono ricevere cartelle esattoriali o altri atti di riscossione.

Il debitore ha ancora tutele dopo l’emissione della cartella o dell’atto di riscossione?

Sì, il debitore può contestare la legittimità della pretesa o dei singoli atti davanti al giudice ordinario e può inoltre chiedere piani di rateizzazione del debito anche molto lunghi, fino a 84 o 120 rate nei casi previsti.

Qual è la posizione dei garanti personali (fideiussori) nei confronti di MCC?

I garanti, soprattutto se persone fisiche, possono far valere eccezioni specifiche, ad esempio relative alla decadenza del creditore ex art. 1957 c.c. o alla nullità di clausole che derogano in modo vessatorio a tale disciplina.

Un fideiussore consumatore può invocare le tutele del diritto dei consumatori contro MCC?

Quando il fideiussore è qualificabile come consumatore, la giurisprudenza ha riconosciuto la possibilità di opporre a MCC, subentrato alla banca, le eccezioni tipiche del diritto dei consumatori, incluse quelle relative alla vessatorietà delle clausole di garanzia.

Cosa accade se viene riconosciuta la decadenza del creditore o la nullità della clausola di deroga all’art. 1957 c.c.?

In tal caso la garanzia fideiussoria si estingue e la cartella esattoriale emessa nei confronti del garante rimane priva di valido fondamento giuridico, potendo quindi essere oggetto di opposizione e annullamento.

Perché è importante farsi assistere da uno studio legale in caso di escussione della garanzia MCC?

Perché si tratta di una materia tecnica, che intreccia diritto bancario, riscossione esattoriale e tutela dei consumatori; una valutazione legale consente di verificare la legittimità della pretesa, negoziare soluzioni sostenibili e impostare correttamente eventuali azioni giudiziali o difensive.